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Sapia: Un grande patto per valorizzare le risorse idriche

COSENZA – La Calabria è piena d’acqua. Fra sorgenti e fiumare sono stati censiti oltre 1.000 percorsi d’acqua e 30.000 sorgenti. Eppure, non abbiamo acqua nelle case né tantomeno nei campi.

«L’attuale crisi idrica e l’allarme lanciato dalle associazioni agricole calabresi e dall’Urbi-Anbi Calabria rispetto al tema della siccità – dichiara il Segretario Generale Fai Cisl Calabria Michele Sapia – è un ulteriore segnale che l’ambiente rappresenta un settore strategico per gli altri comparti produttivi, ma questa situazione mette anche in evidenza la carenza di una visione regionale finalizzata a valorizzare le ingenti risorse naturali di cui la Calabria è ricca. In un periodo di forte calura estiva, aggravato anche dagli incendi boschivi, la gestione delle risorse idriche e forestali, come quelle del sottobosco e della biodiversità, acquisiscono importanza ancora maggiore, considerate anche le sfide della transizione ambientale».

È quasi surreale per una regione come la nostra discutere di carenza idrica per il comparto agricolo e per le comunità…

«Certamente sì. Ecco perché in Calabria sarà necessario sostituire la paro la ‘emergenza” con “rigenerazione”. che operativamente si traduce in attività di pianificazione e programmazione per una nuova stagione di prevenzione territoriale di dissesto idrogeologico e ammodernamento delle infrastrutture idriche, mettendo al centro il lavoro di qualità ben formato e qualificato in una visione che guardi ai prossimi trent’anni».

Servono soldini…

«Abbiamo a disposizione un’opportunità unica rappresentata dalle risorse predisposte dal PNRR per l’ambiente e la transizione ecologica. In questo contesto sarà fondamentale fare rete e lavorare in sinergia, valorizzando quelle esperienze positive del passato che hanno consentito a questa regione di essere tra le primissime a livello nazionale per superficie boscata e di realizzare opere straordinarie per la sistemazione idraulico-forestale dei corsi d’acqua e dei bacini montani».

E chi dovrebbe fare tutte queste cose?

«Non possiamo dimenticare l’importante attività svolta in passato dai lavoratori forestali calabresi e l’attuale attività degli addetti della bonifica, quest’ultimi nonostante i vari ritardi nelle erogazioni delle mensilità stanno garantendo con responsabilità il servizio irriguo per il settore agricolo. Per questi lavoratori chiediamo di riconoscere il giusto ruolo sociale. Come le risorse ambientali rappresentano il cuore pulsante di una regione con importanti peculiarità morfologiche, gli addetti idraulico-forestali dei consorzi di bonifica dovranno essere il braccio operativo per una vera transizione ecologica».

Vabbè lei fa il sindacalista, ma sul numero di addetti in passato si è un po’ serialato…

«Sarà necessario evitare errori del passato, socializzando strategie per una nuova messa in sicurezza del territorio calabrese e uso plurimo delle risorse idriche, valorizzando anche il sistema della bonifica che garantisce servizi e funzioni per il settore agricolo per la gestione delle risorse idriche e la tutela del territorio, tramite il prezioso lavoro svolto quotidianamente dalla professionalità presenti negli 11 Consorzi di bonifica calabresi, dagli addetti all’irrigazione che, come si diceva, in vari Enti accusano forti ritardi nella erogazione delle retribuzioni».

I Consorzi lamentano da un lato l’evasione dei contribuenti, dall’altro lo scarso supporto della Regione

«La vicenda che interessa il Consorzio Ionio Catanzarese, rispetto ai contenziosi derivanti dall’appalto della diga sul fiume Melito, che mettono a rischio le attività del consorzio, vanifica gli sforzi sindacali e i sacrifici dei lavoratori, è però un esempio plastico dei ritardi atavici sul versante della realizzazione di infrastrutture e rappresenta chiaramente, assieme alla diga di Re di Sole, inaugurata dopo 40 anni, la necessita di un cambio di passo, ulteriore confronto e rivisitazione del sistema consortile calabrese a servizio dell’agricoltura e tutela del territorio. Ricordo poi quanto ottenuto da Anbi-Urbi Calabria, Consorzi di bonifica e Regione Calabria con 120 progetti dichiarati ammissibili ad essere finanziati dai fondi PNRR, per l’ammodernamento, l’innovazione e la ristrutturazione degli impianti irrigui attualmente inadeguati e che causano disagi e disservizi al comparto agricolo».

Insomma, questo cambio di passo o mentalità lei lo avverte o siamo alla retorica?

«Il percorso di confronto regionale con il Dipartimento competente e la VI Commissione regionale sul sistema della bonifica calabrese rappresenta una buona prassi per nuove prospettive per l’intera filiera regionale ambiente-forestazione ma ora è indispensabile proseguire nel percorso avviato e agire con tempestività per superare criticità e rallentamenti burocratici, limiti infrastrutturali e affrontare con efficienza la captazione uso plurimo delle risorse idriche».

Da “Il Quotidiano del Sud” del 3 luglio 2022

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