Fai Cisl Calabria - Fai, Voce del verbo fare

Sostenere un’Agricoltura 4.0. Tra lavoro, innovazione, sostenibilità ed eccellenze: Il contributo del sindacato

Alle soglie del nuovo anno, il dibattito sul rilancio dell’economia regionale è tutto incentrato sulle opportunità costituite dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), un confronto che deve necessariamente coinvolgere anche il settore agricolo calabrese.

Le risorse europee dirette e indirette che interessano l’agricoltura italiana superano, infatti, gli 8 miliardi di euro, una rilevante somma, per cui sarà cruciale, anche in Calabria, avere la capacità di “messa a terra” di progetti innovativi e ambientalmente sostenibili.

Vogliamo ricordare, in questo senso, un esempio virtuoso, la progettazione sviluppata in Calabria dai Consorzi di Bonifica, da Anbi Calabria, dal Dipartimento agricoltura della Regione Calabria, in collaborazione con le università calabresi. Difatti lo scorso settembre, proprio da questa capacità e grazie alle competenze e sinergie è stato raggiunto un importante risultato: 20 progetti dei consorzi di bonifica della Calabria, sui 149 totali a livello nazionale, sono stati dichiarati ammissibili di essere finanziati dai fondi del PNRR per oltre 255 milioni di euro, il 15,78% totale.

Con questo spirito, con la capacità di fare rete e lavorare in modo partecipato è possibile restituire un rinnovato protagonismo anche al settore agricolo regionale, duramento colpito dagli effetti della crisi provocata dall’emergenza pandemica. Un comparto che, nonostante le tante criticità, che vengono da lontano e acuite dal Covid-19, da sempre traina l’economia calabrese, contribuendo per il 6% del valore aggiunto e in cui trova impiego circa il 15% degli occupati, l’incidenza più alta tra le regioni italiane (Banca d’Italia, L’economia della Calabria, 2019).

Sino ad oggi l’agricoltura calabrese, se pur con eccellenze di alta qualità, importanti e storiche realtà produttive, si è negativamente caratterizzata per una bassa produttività̀ e una ridotta spesa destinata agli investimenti, per carenza di progettazione, con la parte prevalente delle risorse comunitarie, costituita dai pagamenti diretti della Politica agricola comune (PAC), riservata primariamente al sostegno al reddito degli agricoltori, connotandosi, pertanto, più come economia di sussistenza e lasciando largamente inespresso un potenziale enorme.

Molti dei lavoratori che operano in agricoltura, come più volte denunciato dalla Fai Cisl, rientrano nella definizione di working poor “persone povere nonostante siano occupate”, a cui devono essere date risposte efficaci sia in termini di welfare che di reddito. Su questo, la Fai Cisl, in linea con la Cisl, ha da sempre sostenuto la contrattazione come strumento fondamentale per garantire crescenti tutele economiche, diritti, innovazione e formazione, invitando a non farsi affascinare da previsioni normative quali il salario minimo che rischiano di provocare, viceversa, una corsa al ribasso nelle remunerazioni.

Sarà invece di prioritaria importanza puntare, per quanto riguarda il contrasto alla disoccupazione e al lavoro irregolare, sulle politiche attive del lavoro, attraverso la formazione e il reinserimento lavorativo, non cedere terreno a chi, sfruttando condizioni di miseria, opera nell’illegalità, anticamera dello sfruttamento.

In tal senso, la bilateralità tramite gli Enti bilaterali territoriali agricoli possono costituire una straordinaria opportunità anche per incrociare al meglio domanda e offerta di lavoro.

Sul piano dei diritti, in Calabria, soprattutto nel settore agricolo in cui la piaga del caporalato è quanto mai una ferita viva e attuale, si giocherà una partita cruciale nei prossimi anni anche nella capacità di captare le risorse.

La nuova PAC, che prenderà il via nel 2023, con l’introduzione della clausola della condizionalità sociale, fortemente voluta dal sindacato europeo e anche dalla Fai Cisl, vincola i pagamenti al rispetto delle condizioni di lavoro dignitose e dei contratti.

Un cambiamento epocale, come detto dal Segretario Generale della Federazione nazionale Onofrio Rota, che non riguarda soltanto i lavoratori, ma anche la maggior parte delle imprese del settore che operano nella legalità e che, ogni giorno, subiscono la concorrenza sleale di chi, viceversa, calpesta i diritti umani, prima ancora di quelli salariali.

Purtroppo, anche in Calabria, il progetto della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità stenta a decollare. A settembre di quest’anno, infatti, risultavano iscritte nell’apposita lista dell’Inps soltanto 257 imprese agricole della nostra regione, nonostante i molteplici vantaggi che comporta, a ulteriore dimostrazione che, in questo settore, servono ancora tanto confronto regionale e tanta informazione e prevenzione.

A livello regionale possiamo però contare anche su momenti positivi: la sottoscrizione dei rinnovi di tutti i cinque contratti provinciali agricoli con significativi incrementi dei livelli salariali e di welfare aziendale, il rafforzamento del valore e della funzione degli Enti bilaterali, la valorizzazione delle competenze e l’introduzione di nuove figure professionali che meglio rispondono ai repentini mutamenti del mercato del lavoro, solo per citare gli aspetti più caratteristici.

Anche per quanto riguarda il rinnovo del Contratto regionale dei Quadri ed Impiegati Agricoli, in scadenza nel 2021, è stato già avviato il confronto con la parte datoriale, in cui è emersa la volontà comune di fare rete e sostenere il percorso contrattuale. Altro interessante quanto atteso risultato è l’insediamento dell’Osservatorio regionale agricolo, costituito da un rappresentante di tutte le parti sociali coinvolte. Un risultato storico per tutto il comparto calabrese, che avrà a disposizione un luogo di confronto e di proposta, dove affrontare le criticità presenti, condividere idee e strategie finalizzate a sostenere il lavoro di qualità e le produzioni agricole di qualità, cogliendo anche le opportunità che deriveranno dalle risorse tradizionali come il PSR e da quelle europee del PNRR, valorizzando le nuove norme della PAC come la clausola della condizionalità sociale e la legge 199 del 2016 sul caporalato, in riferimento soprattutto alla parte informativa e preventiva.

Con l’Osservatorio regionale agricolo sarà inoltre più agevole favorire quei percorsi di ascolto e confronto sul grande tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, per un settore che, in merito agli infortuni sui luoghi di lavoro, è secondo soltanto all’edilizia.

È bene ricordare, per chi avesse memoria corta, che i lavoratori agricoli, assieme agli addetti dell’industria alimentare, anche durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria, hanno garantito tranquillità sociale e cibo sulle nostre tavole. A loro dovremo dimostrare attraverso atti concreti e scelte coraggiose che il lavoro della filiera agroalimentare rappresenta una straordinaria garanzia per la società intera, nonché un’ulteriore opportunità di crescita socioeconomica.

Ora è necessario che l’agricoltura calabrese faccia finalmente quel balzo in avanti annunciato da tempo, puntando sul lavoro di qualità e sulle tante eccellenze agricole e agroalimentari che il Made in Calabria è capace di offrire.

Una straordinaria ricchezza in cui devono essere coniugate innovazione e tradizione, aprendo la strada a nuove opportunità occupazionali e competenze.

L’Osservatorio regionale si configura come eccezionale strumento operativo per condividere nuovi percorsi di analisi, ricerca e monitoraggio su aspetti che sono di interesse comune, tra cui le dinamiche del mercato del lavoro, le politiche attive del lavoro e formazione professionale, le tendenze del settore agroalimentare, la salvaguardia e la sostenibilità ambientale.

Insieme, ognuno nei propri ambiti di competenza, bisogna affrontare sfide e cogliere opportunità per il futuro di questo settore e dell’intera comunità calabrese, in cui l’agricoltura può certamente essere una grande leva di sviluppo e occupazione. Condividere e realizzare con la parte sana di questa regione – politica, istituzioni, imprese, associazioni, università, ricerca, enti sociali – un nuovo paradigma, un’agricoltura 4.0, virtuosa, sostenibile, digitale, competitiva, che sappia valorizzare la Dieta di Mediterranea, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e che consideri il lavoro di qualità e la qualità delle produzioni due facce della stessa medaglia.

La vera sfida sarà coniugare qualità del prodotto e lavoro, tecnologie green e packaging. In poche parole: sinergia tra agricoltura e industria per uno sviluppo sostenibile.

*di Michele Sapia, Segretario Generale Fai Cisl Calabria

Sede Regionale

Indirizzo: Via Ninfa Giusti Nicotera, 19
CAP: 88046
Comune: S.Eufemia di Lamezia Terme
Telefono: 0968 51621
Mail: fai.calabria@cisl.it
PEC: faicislcalabria@pec.it
Posizione: Raggiungi sede

Sede Magna Graecia

Indirizzo: Corso Mazzini 110
CAP: 88100
Comune: Catanzaro
Telefono: 0961-061676 / 061720
Mail: fai.catanzaro.crotone.vibo@cisl.it
PEC: faicisl.catanzaro@pec.it
Posizione: Raggiungi sede

Sede Cosenza

Indirizzo: Via Caloprese, 23
CAP: 87100
Comune: Cosenza
Telefono: 0984 22023
Mail: fai.cosenza@cisl.it
PEC: faicisl.cs@pec.it
Posizione: Raggiungi sede

Sede Reggio Calabria

Indirizzo: Via Cavour, 1/B
CAP: 89127
Comune: Reggio Calabria
Telefono: 0965 896606
Mail: fai.reggio.calabria@cisl.it
PEC: faicislreggiocalabria@pec.it
Posizione: Raggiungi sede

Copyright © 2019 FAI CISL CALABRIA. Tutti i diritti riservati.
Via Ninfa Giusti Nicotera, 19 - 88046 - Lamezia Terme - Catanzaro - Calabria - Italia

Indirizzo PEC - Fai Cisl Calabria: faicislcalabria@pec.it
Privacy policy | Cookie policy

Design cfweb