Caporalato e lavoro agricolo poco sicuro
Per la Fai Cisl occorre istituire al più presto una Cabina di Regia Regionale della Rete del Lavoro di Qualità e valorizzare la Contrattazione e la Partecipazione per la persona e il lavoro.
Il lavoro agricolo in Calabria, cosi come in altre regioni del Sud, sconta drammaticamente la piaga del caporalato ed abbiamo dunque la necessità di tentare nuovi approcci per un fenomeno che reca in sè il seme dell’oltraggio alla dignità umana ed è ancora difficile da stimare realmente.
Il punto di partenza è costituito senz’altro dalla legge 199 ma la sua applicazione concreta è ancora sbilanciata verso la sola repressione; l’attività di contrasto registra risultati importanti ed ora è il tempo di rafforzare il protagonismo delle parti sociali con maggiori affidamenti a contrattazione e bilateralità.
La prevenzione e la sensibilizzazione, dunque, sono obiettivi ancora da perseguire grazie al coinvolgimento di tutti i protagonisti del settore;
La Fai Cisl Calabria ha condiviso e sostenuto la campagna di sostegno ed informazione a favore dei lavoratori denominata “SOS Caporalato”, mettendo a disposizione il numero verde 800.199.100.
Pensiamo poi che sia quanto mai urgente una presa di coscienza collettiva ed il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti; dalla sensibilità di ciascuno, dal confronto responsabile tra sindacato e parti datoriali, da norme contrattuali chiare e condivise passa infatti buona parte di quella prevenzione che è parte costitutiva della legge contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro nero in agricoltura.
Per quanto ci riguarda è necessario – assieme alle tematiche nazionali – non perdere di vista le specificità calabresi e dunque è urgente l’istituzione di una Cabina di Regia Regionale della Rete del Lavoro di Qualità utile al coordinamento sul territorio avviando, al contempo, il Tavolo regionale sull’Agroalimentare in Calabria per sostenere lo sviluppo del settore.
In definitiva occorre realizzare una nuova e grande alleanza tra Sindacati, Imprese e Istituzioni sugli obiettivi condivisi di qualità del lavoro, infrastrutture e logistica, formazione, produttività e competitività.
Ma accanto ad ogni ragionamento sul lavoro che viene sfruttato vanno aggiunte le considerazioni sul lavoro poco sicuro.
I dati relativi alla Calabria per gli infortuni mortali sul lavoro sono drammatici.
Nei primi sette mesi del 2018 il dato nazionale è di 522 decessi, in Agricoltura sono stati è vero 20 in meno da 76 a 56 ma a livello regionale – come evidenzia la rilevazione dell’Inail – spiccano i 13 casi in più della Calabria (passata da 9 vittime a 22).
Anche in questo caso l’urgenza è quella di rafforzare la prevenzione coinvolgendo in modo più attivo e determinate gli enti bilaterali, applicando il contratto nazionale e provinciale nella consapevolezza che la qualità del lavoro ha anche come conseguenza la qualità delle produzioni agricole e la sicurezza di chi opera sul campo e nei campi.
La proposta, tenendo conto di quanto accaduto in alcune aree della regione ed a San Ferdinando in particolare, è quella di realizzare veri alloggi eco-sostenibili per i braccianti agricoli stagionali, riutilizzare le abitazioni abbandonate, anche nei centri storici, coinvolgendo i tanti comuni calabresi che soffrono il fenomeno dello spopolamento e dell’abbandono,
